#IOAPRO, CONFCOMMERCIO NON ADERISCE

13 Gennaio 2021

L'apertura di alcuni locali anche a Rimini, come nel resto della Regione, venerdì prossimo nonostante i divieti imposti dal Dpcm in vigore non trova la sponda di Fipe-Confcommercio. Che anzi prende le distanze con forza dall'iniziativa #ioapro che in tutta italia, grazie al tam tam sui social, ha già raccolto oltre 50mila adesioni. «Come Associazione di categoria – spiega il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino – non metteremo mai le imprese del territorio in difficoltà, incitandole a disubbidire alle Leggi dello Stato. Riteniamo che non sia questo il ruolo di un'Associazione seria, che come primo obiettivo si pone la tutela dei propri associati». «Continueremo a lavorare per i settori messi in ginocchio dalle conseguenze della pandemia – aggiunge Indino – continueremo a cercare soluzioni, a chiedere ristori a fondo perduto, moratorie e dilazioni sulle imposte, anche quelle legate alle utenze, e un efficace accesso al credito che non venga condizionato dalla burocrazia». Dall'inizio del lockdown, su 8,5 milioni di controlli nelle attività economiche, appena lo 0,19% si è tradotto in sanzione, certificando che le imprese rispettano linee guida e protocolli. «Anche per questo continuiamo a chiedere con forza – rimarca il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini – la riapertura delle attività di pubblico esercizio, anche in orario di cena, perché capaci di ottemperare alle regole imposte». «È innegabile: circa il 40% dell'intero fatturato annuo del settore pubblici esercizi è andato in fumo – fa eco Gaetano Callà, presidente di FIPE della provincia di Rimini e consigliere nazionale – ed è normale essere arrabbiati con chi impone le restrizioni, ma invito tutti alla ragionevolezza perché farsi guidare dalla rabbia porta solo problemi, perché ogni decisione magari presa in buonafede rischia di diventare un boomerang e di essere strumentalizzata per fini che nulla hanno a che fare con l'impresa».




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