MUORE PER OVERDOSE A RIMINI

7 Ottobre 2020

Vittima di un mix di marijuana e metanfetamine, ma dietro la morte a Rimini di un ragazzo 26enne potrebbe nascondersi lo spettro di un'overdose di shaboo. Il giovane, che viveva nella zona di Rimini nord, è stato soccorso dal padre quando era già agonizzante: i medici non hanno potuto fare nulla. Adesso a far luce sul decesso del ragazzo saranno le analisi tossicologiche disposte dalla Procura che ha aperto un'inchiesta per far luce su quanto accaduto. Ma c'è il sospetto che di mezzo ci sia una variante della “shaboo”, termine filippino che indica una droga “etnica”, generalmente sintetizzata dalla mafia cinese, dieci volte più potente della cocaina e dagli effetti devastanti. Il dramma si è consumato nel fine settimana quando, secondo le ricostruzioni della polizia di Stato, il 26enne era nel proprio appartamento insieme ad amici. Il gruppo avrebbe iniziato a fumare marijuana quando, improvvisamente, il padrone di casa ha accusato un malore. Uno dei partecipanti al festino si è allontanato mentre, uno degli amici, ha dato l'allarme facendo intervenire il padre del ragazzo che non dava più segni di vita. La situazione è precipitata in pochi minuti e, nonostante l'intervento del 118 e una disperata corsa al pronto soccorso, le condizioni del 26enne sono diventate estremamente critiche. I medici dell'Infermi hanno tentato di tutto per cercare di rianimare il ragazzo ma, alla fine, si sono dovuti arrendere e dichiararne il decesso. Una morte che ha fatto scattare le indagini della polizia di Stato per identificare i partecipanti alla serata e capire che tipo di droghe siano state assunte dalla vittima. L'inchiesta ha portato alla perquisizione di due appartamenti e in uno di questi, che non apparterrebbe ad alcuno dei partecipanti alla serata a casa del 26enne, sono spuntate 143 pasticche di metanfetamine e 300 grammi di hashish. Lo stupefacente ha portato all'arresto del giovane e, al momento, si indaga su un particolare logo impresso sulle pasticche che sarebbero della stessa partita di quelle trovate a casa della vittima. Saranno però le analisi a stabilire un eventuale legame e se si possa trattare della temibile droga sintetica.




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