Pranzo fuori casa troppo caro

15 Settembre 2015

Siamo più informati e attenti a cosa mangiamo, ma tra impegni quotidiani e ritmi di vita sempre più spesso consumiamo pranzi veloci e fuori casa. È quanto emerge dall'indagine conoscitiva promossa dai Dipartimenti di Sanità Pubblica dell'Ausl della Romagna nell'ambito del Progetto Gins Food Gusto in salute, che a Cesena sta per partire con i primi corsi di formazione per gli operatori della ristorazione che si terranno il 17 e il 29 settembre con la collaborazione di Confesercenti e Confcommercio. L’indagine, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia sede di Cesena ha coinvolto 165 gestori di locali nei territori di Cesena, Lugo, Bertinoro, Forlimpopoli e Rimini e 1228 cittadini romagnoli. I gestori intervistati descrivono una clientela a pranzo, prevalentemente abituale, fatta di studenti e lavoratori che gravitano nella zona intorno al locale. A pranzo i clienti chiedono prevalentemente pasti da consumare velocemente, leggeri, fatti di ingredienti semplici e naturali, possibilmente a base di verdure. Secondo i gestori intervistati i fattori che ostacolano maggiormente il consumo da parte dei clienti di piatti salutari a pranzo sono il costo e il tempo.
Per quanto riguarda i cittadini, circa la metà degli intervisti ha esigenza di pranzare fuori durante la settimana lavorativa e spesso tutti i giorni. Dallo studio emerge l'esigenza di poter pranzare in tempi contenuti, poter trovare prodotti di qualità e gustosi, ad un prezzo ragionevole. E 4 diverse concezione di menu salutare: la prima, quella più diffusa lo descrive come un menu vario e bilanciato dal punto di vista nutrizionale; la seconda rappresentazione descrive il menù salutare quello realizzato con cibi di qualità proposti in modo semplice; al terzo posto emerge una rappresentazione del piatto salutare definibile come tradizionale-locale; l'ultima rappresentazione di menù salutare, meno diffusa è quella integralista-vegetariana.

 

 




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